Stress, I-phone, follower: la sindrome di un esistere moderno.

Stress, I-phone, follower: la sindrome di un esistere moderno.

<<Dovevo avere un appuntamento, ma non riesco a ricordare dove>>. <<Dovevo cercare una particolare cosa, ma mi sfugge il cosa>>. <<Dovevo inviare una e-mail a tale persona, ma non rammento chi>>.

Un vuoto, profondo, come il fondo di una bottiglia. Secondo i ricercatori Inglesi si chiama busy life syndrome, ed è una condizione psicologica che colpisce ormai in Occidente gran parte della popolazione, che spesso non si accorge nemmeno di soffrirne. La spiegazione è nella stessa natura della sindrome: più la quotidianità è ricca di lavoro, di scadenze, di eventi, di vita sociale più è facile dimenticarsene. Il cervello va letteralmente in tilt in quanto saturo di informazioni di cui ha una reale difficoltà a ricordarsene. In un epoca in cui siamo sottoposti costantemente a momenti stressanti e soprattutto in un mondo in cui la realtà virtuale si sostituisce a quella reale fino al punto di superarla, l’immagine –incorniciata su Facebook e Instagram-diventa sempre più importante. L’essere “etichettati” da chi non ci conosce spesso comporta che il giudizio sia sostituito dall’emozione, il coraggio di esporsi e confrontarsi sia sostituito dalla rinuncia dell’assumersi un impegno. In un epoca colma di stress sia lavorativo che “virtuale” la tensione emotiva rappresenta un forte ostacolo per il nostro benessere e la nostra vitalità ed oggi come mai è costantemente presente nella quotidianità. Pensiamo a quante volte controlliamo lo smartphone, quante volte cerchiamo di scattare un immagine influente alla Chiara Ferragni per postarla su Instagram, quante cose leggiamo su Facebook… tante notizie che ci rendono bulimici sempre più- a discapito della nostra attenzione! Quale il prezzo da pagare? Spreco di energia mentale. Se la barra della tua energia mentale è davvero al minimo, non sarà che grazie alla tecnologia digitale…stai andando incontro alla demenza digitale?