L’incertezza è la sana conseguenza dell’evoluzione del nostro cervello

L’incertezza è la sana conseguenza dell’evoluzione del nostro cervello

La vita qualsiasi cosa essa sia (spesso neanche la biologia riesce a darne una definizione soddisfacente) appare come un edificio monumentale che riesce a sostenersi superando gli ostacoli più ardui e conquistando gli ambienti più estremi. Ne consegue che questo impulso fuori dal comune incita gli organismi a combattere una inarrestabile lotta.
E nel caso degli esseri umani la faccenda si complica.
Il cervello è terrorizzato dall’incertezza e per buone ragioni. Ad esempio, modificare un riflesso automatico maturato nel tempo avrà conseguenze ignote. Se i nostri antenati si fossero fermati a riflettere perché non erano sicuri se la sagoma scura di fronte a loro fosse un’ombra o un predatore… bhe forse sarebbe stato troppo tardi. Abbiamo evoluto la capacità di prevedere. Perché tutti film dell’orrore hanno scene girate al buio? Pensate alle sensazioni che si provano camminando di notte in un bosco, anche se vi è familiare, rispetto al farlo di giorno. Di notte non possiamo vedere quel che ci sta intorno. Siamo immersi nell’incertezza. E’ qualcosa che fa paura, un po’ come le <> che la vita ci offre: il primo giorno di scuola, il primo appuntamento, il primo discorso sociale. Non sappiamo quel che sta per succedere e per questo situazioni inducono nel nostro corpo e nella nostra mente delle specifiche reazioni. Apportando una realtà però positiva. Come l’esperienza ci insegna, la vita è intrinsecamente incerta perché il mondo e tutti i suoi costituenti sono in perenne cambiamento. Ognuno di noi ha un modo proprio di rappresentare la propria incertezza, di rappresentarsela, di viverla e di immaginarsela. Esiste dunque un’incertezza diversa per ognuno di noi. L’incertezza è un “modo” per evitare di guardare il futuro con gli occhi del futuro. Bisognerebbe guardare il nostro futuro con occhi volti a qualcosa che deve avvenire, o meglio con quelle opportunità, capacità e risorse che avrò nel futuro prossimo. Il futuro deve essere la nostra guida e non l’atteggiamento che condiziona il presente: se mi aspetto qualcosa, faccio adesso qualcosa. Pertanto a chi vive il futuro con timore… possiamo suggerire: Costruiscitene uno alternativo – oggi.